Archivi mensili per dicembre, 2007
Incidente dopo l’incidente in autostrada
Windows Live Messenger 9 e lo Spim
La prossima versione di Windows Live Messenger (abbiamo parlato qualche giorno fa dell’uscita della Beta, riservata a “pochi eletti”), la 9.0, porterà con sé un’importante novità a livello di sicurezza. Lo si apprende da un blog ufficiale di Microsoft dove, però, il post in questione è stato poi successivamente rimosso.
La novità di cui parliamo è la possibilità di combattere al meglio il “nuovo” e brutto fenomeno dello Spim (Spam over Im). Lo Spim consiste in quei messaggi Messenger di pubblicità o contenenti link che sembrano essere inviati dai nostri contatti (a me è capitato ultimamente di riceverne alcuni).
Ad esempio, possiamo ricevere un messaggio da un nostro amico che ci dice “Visita questo sito: http://www…” e di cui noi ovviamente tendiamo a fidarci. Purtroppo, però, il messaggio non è stato inviato da un nostro amico, ma da un sistema automatico di spam che, nel migliore dei casi, ci rimanda a siti con pubblicità, e nel peggiore, invece, a installazioni automatiche di software o malware.
Al momento non si sa molto altro del tool che permetterà soprattutto ai meno esperti di riconoscere e difendersi da questi attacchi; quello che si sa è che si potranno segnalare i tentativi di attacco a un server centrale, un po’ come facciamo nelle varie webmail quando segnaliamo un abuso per spam.
Via | PcWorld
La beta di Blogger introduce OpenID

Non so quanti dei nostri lettori stanno utilizzando un blog su Blogger, la piattaforma di Google per creare gratuitamente il proprio blog: di questi, sicuramente pochi sapranno dell’esistenza della possibilità di poter accedere a nuove funzionalità che attualmente sono in fase di test.
Si chiama Blogger in Draft, e permette di accedere a nuove funzionalità come l’uploader per i video, gestione semplificata per le enclosure, che permette di trasformare il vostro blog in una piattaforma per veicolare podcast, o la nuova funzionalità che permette di creare e gestire sondaggi.
Ritorno a parlarne perché Google ha introdotto, per la prima volta, la possibilità di autorizzare i commenti di utenti registrati tramite OpenID: questo significherà anche gli utenti di piattaforme come LiveJournal e WordPress.com, che hanno già introdotto il supporto a questo sistema di identificazione, potranno commentare utilizzando la propria identità OpenID e senza necessità di registrarsi ulteriormente.
Il supporto da parte di Google potrebbe rappresentare un salto di qualità per quello che riguarda la diffusione di OpenID, e che possiamo inserire a pieno titolo nella strategia del Social Graph, che non a caso è stata presentata da Brad Fitzpatrick, che precedentemente aveva realizzato proprio LiveJournal e OpenID.
[via OpenID blog italiano]
YouTube e la guida sicura in California (ma non solo)
Chi l’ha detto che l’educazione stradale non si possa “ripassare” attraverso un canale YouTube? Il California Department of Motor Vehicles (l’equivalente della nostra Motorizzazione) ha infatti pubblicato fino ad ora oltre 55 video stra-visti su un canale YouTube appositamente creato, con la speranza che le strade possano diventare un luogo migliore.
Adatti soprattutto ai neopatentati o a coloro che si stanno accostando per la prima volta alla guida, ma utili anche per un ripasso che male non fa, i video affrontano diversi argomenti, dai consigli di guida ai quiz di teoria, dalle precedenze agli incroci fino a veri e propri “consigli di vita”.
Il video più visto in assoluto? Quello – ovviamente – che analizza le dieci ragioni principali per cui le persone vengono bocciate agli esami per la patente. Un’idea, a mio parere, molto intelligente per coinvolgere giovani e non con un linguaggio immediato – quello della rete – e che può aiutare a evitare tante stragi e a salvare vite umane. Siete d’accordo?
Via | The New York Times
Casca dalla scala in un grande magazzino
Una ragazza casca dalla scala mentre sistema un cartellone in un grande magazzino.
Internet Explorer 7 più sicuro di Firefox?

Festeggiando il primo anno dal lancio di Internet Explorer 7, Tony Chor, Group Program Manager di Internet Explorer ha citato su IEblog i dati di una analisi comparativa tra il proprio browser e quello di Mozilla.
Chor afferma che nel periodo di dodici mesi Microsoft ha eseguito tra il 10 e il 20 per cento in meno di interventi per correggere falle di sicurezza e che la nuova versione ha intercettato ben 900.000 tentativi di phishing alla settimana: dati che confermano il fatto che la nuova versione ha migliorato considerevolmente la sicurezza degli utenti rispetto alla versione precedente.
I dati del report non mancheranno di fare discutere, intanto riassumiamoli.
Innanzitutto dal novembre 2004 Microsoft ha corretto 87 vulnerabilità totali, su tutte le versioni supportate di Internet Explorer, suddivise in Internet Explorer 5.01 SP3 e SP4, Internet Explorer 6.0 Gold, SP1, SP2, e Windows Server 2003 edition, più Internet Explorer 7: le 87 vulnerabilità sarebbero da suddividere tra 54 ad alta pericolosità , 28 di medio livello e 5 di basso livello.
Mozilla nello stesso periodo ne ha corrette 199 nelle versioni supportate (Firefox 1.0, 1.5 e 2.0), 75 ad alta pericolosità, 100 di livello medio e 24 di basso livello.
Dall’autunno 2004 sono stati analizzati quattro casi: gli utenti che hanno eseguito l’aggiornamento da Firefox 1.0 alla 1.5 e successivamente alla 2.0 all’uscita delle stesse, gli utenti che hanno aggiornato Firefox alla scadenza del supporto della versione precedente, gli utenti che hanno aggiornato Internet Explorer dalla versione 6 SP2 alla 7 al rilascio della nuova versione, e quelli che non hanno ancora aggiornato il proprio browser di Microsoft.

Proprio per il fatto che il report parta dalla metà del 2004, i dati potrebbero rischiare di essere fuorvianti, in quanto per Firefox vengono conteggiate le vulnerabilità sia delle nuove versioni che di quelle precedenti, nei periodi in cui queste si sovrappongono, e che sono più lunghi di quelli di Microsoft.
Nell’analisi manca inoltre un dato molto importante, forse più importante del numero di vulnerabilità, cioè il tempo di risposta che è intercorso tra la scoperta della vulnerabilità e il rilascio di una nuova versione o di una patch per ovviare al buco di sicurezza.
Il report completo è disponibile in formato PDF.
