Published on: mercoledì, 31 marzo 2010Author: update

Davvero crudele questo captcha, generato probabilmente in maniera del tutto casuale da Facebook, ma comunque in perfetta sintonia con una realtà per almeno alcuni degli utenti del sito di social networking.
Quasi un monito, uno sfottò e un memento mori (ma con un altro verbo latino al posto di quello che significa “morire”), per tanti navigatori del web che perdono il contatto con la vita reale, durante le lunghe sessioni di utilizzo di un network dalla possibilità infinite come Facebook. Infinite come le ore che ci si passano.
“Sexless Day” (un - altro - giorno senza sesso) recita il captcha in questione. La macchina che si ribella al suo programmatore e, quatta quatta, consiglia all’utente di andarsi a fare una bella passeggiata e, possibilmente, anche qualcos’altro?
Fonte | downloadblog
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Published on: mercoledì, 31 marzo 2010Author: update

YumIt è un nuovo social network basato sull’interesse per la cultura del cibo dei suoi utenti. Vi è possibile scambiare soprattutto ricette e dritte sulla preparazione di esse, non tanto indirizzi e nomi di locali.
Ma non è soltanto un posto per condividere quanto buono e calorico può essere stato il vostro ultimo pranzo. YumIt permette anche di tracciare abbastanza comodamente le vostre abitudini alimentari, nel corso dei giorni, fino a creare un database di mesi, da sfruttare a vostro vantaggio per un’eventuale dieta.
Se la vostra intenzione è perdere peso, dunque, state lontani dalla sezione - ben evidenziata nella home page del sito - dei “Featured Yums”. Rappresenta il meglio delle ricette proposte dagli utenti e non sempre è esattamente dietetica. YumIt è davvero completo e spero che presto possa contare un buon numero di utenti italiani. Per chi avesse un iPhone, è anche disponibile l’apposita app.
YumIt è uno dei migliori social network gastronomici é stato pubblicato su downloadblog alle 12:30 di mercoledì 31 marzo 2010.
Fonte | downloadblog
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Published on: mercoledì, 31 marzo 2010Author: update

Al di là della “caciara mediadica” di cui si sono ammantate Svizzera e Germania la settimana scorsa, in merito alle violazioni della privacy degli utenti da parte di Facebook, questa volta sembra che il social network l’abbia veramente fatta grossa.
ValleyWag ha riportato di alcune segnalazioni ricevute direttamente dagli utenti, tutte datate la notte scorsa, di cui il messaggio era univoco: Facebook ha reso pubblici tutti gli indirizzi email degli iscritti. Si è trattato circa di 30 minuti, secondo una rapida statistica, dopodiché, tutto come prima:
“Non ci posso credere. Tutte le mail sono state rese pubbliche negli scorsi 30 minuti. Sono corso al mio account per tentare di rimuovere il mio indirizzo, visto che ho un problemino con un stalker pazzo. Ma non mi è stato possibile. Dio, come odio Facebook! Quando impareranno dai loro errori?”
Lo stesso su Twitter: decine e decine di post che rilevano la stessa cosa. E ancora nessuno conosce il motivo del disguido, anche se Facebook, recentemente, aveva promesso degli aggiornamenti alle funzionalità relative alla privacy. Fortuna che in Italia dormivamo quasi tutti, all’ora in cui si è manifestato il problema. C‘è chi sostiene che problemi del genere siano “fisiologici” per un network enorme, che deve fare i conti quotidianamente con un difficile bilancio fra “privacy ed espansione”. C’è chi proprio non ha mandato giù l’episodio e ha rinunciato, almeno per un po’, al suo account Facebook.
Fonte | downloadblog
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Published on: mercoledì, 31 marzo 2010Author: update

Il backup è una pratica troppo spesso sottovalutata, ma che con il cloud computing assume un valore ancora più importante: devono averlo capito anche ad Automattic (l’azienda alla base dello sviluppo di WordPress), tanto che Matt Mullenweg si è “scomodato” in prima persona a presentare VaultPress — un servizio per la copia di sicurezza dei blog.
Indubbiamente quello del backup è un settore di mercato in espansione, già “esploso” negli ultimi anni e destinato a crescere ancora nei prossimi mesi: VaultPress è ancora in fase di beta privata ed è concepito per i blog ospitati su dominio di proprietà (non è ancora disponibile per WordPress.com). È ovvio che si paghi e non è proprio a buon mercato.
Almeno, per chi mantiene un blog per passione: il prezzo di $10 al mese per ogni blog registrato – un costo indicativo, che potrebbe essere soggetto a variazione – che è offerto in promozione per tutte le sottoscrizioni della prima ora non è poi molto per il corporate blogging, che potrebbe beneficiare maggiormente del servizio. Vedremo come va.
Automattic inaugura VaultPress per il backup dei blog é stato pubblicato su downloadblog alle 10:00 di mercoledì 31 marzo 2010.
Fonte | downloadblog
Pubblicato in: - INFORMATICA -, Backup
Published on: mercoledì, 31 marzo 2010Author: update
E così Twitter ha inaugurato l’ennesimo redesign della propria homepage: l’interfaccia rinnovata non è ancora disponibile in tutti i Paesi (al momento neppure in Italia) e si riferisce esclusivamente agli utenti non registrati. O, per meglio dire a chi non ha effettuato il login sulla piattaforma: questa volta è stato Doug Bowman a darne comunicazione al mondo con un intervento descrittivo.
Non è un caso che l’annuncio sia stato affidato proprio a Bowman, che ormai da un anno si occupa del layout di Twitter: digressioni a parte, il nuovo tema dell’homepage è una sorta d’operazione di marketing… dal momento che è tutta improntata alla visualizzazione in un colpo d’occhio di tweet importanti – con una breve descrizione – argomenti popolari e soprattutto il form di ricerca.
Sebbene i motori di ricerca in tempo reale si sprechino (Google l’ha attivata di recente anche in Italia e Bing dovrebbe fare presto altrettanto) Twitter continua a puntare molto sul modulo integrato — per il quale peraltro l’azienda ha investito molto in passato. La strategia di Twitter è mirata a consentire subito l’individuazione di contenuti interessanti per invogliare alla registrazione.
Twitter ha una nuova homepage é stato pubblicato su downloadblog alle 08:00 di mercoledì 31 marzo 2010.
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Published on: martedì, 30 marzo 2010Author: update

Ancora nuovi orizzonti del social network: SwapYourShop è un folle sito appena lanciato in USA, con un semplice slogan: “Cambia vita, mantieni il tuo stesso lavoro”.
Sa molto di reality show, ma potrebbe accontentare molte più persone: i suoi iscritti firmano un contratto per cui, mantenendo lo stesso tipo di lavoro e di trattamento economico, possono scambiarsi la casa e l’ufficio con uno sconosciuto dall’altra parte del paese (gli USA sono vasti, non c’è problema). SwapYourShop nasce con un occhio di riguardo ai professionisti della comunicazione e della creatività, ma non c’è virtualmente alcun limite alle categorie di lavoratori che potrebbero beneficiarne.
Dove non arriva il social network, però, potrebbe non arrivare la vostra capacità di persuasione, soprattutto nei confronti di vostra moglie o del vostro capo. Se ne avete, naturalmente. In ogni caso, per convincere il capo c’è già un’apposita guida online, sul sito del servizio. Per la questione della moglie, si stanno ancora attrezzando.
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Published on: martedì, 30 marzo 2010Author: update

Dopo l’incursione in Cile e in USA (del tutto casuale) del Great Wall of China, sembra che invece l’Australia potrebbe dotarsi seriamente di un sistema di censura di internet.
L’amministrazione Obama avrebbe avuto sentore di questa tendenza da parte del Governo australiano, ed è già corsa ai ripari, lanciando un chiaro avvertimento.
Certo, per ora non si tratta di molto più di un “abbiamo un po’ di preoccupazione a riguardo”, ma una presa di posizione ufficiale su un tema così delicato è già di per sé qualcosa di grave e decisivo, in un senso o nell’altro, che il Governo australiano abbia intenzione di ascoltare la “paternale” obamiana o continuare nei suoi tentativi di filtrare i risultati dei motori di ricerca.
Sono anni che i politici australiani sembrano avere il pallino della censura. Ogni volta, puntualmente, i loro tentativi finiscono nel nulla di fatto. Quest’ultima volta si è trattato del ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy, che ha proposto una legge in cui si elenchi una black list di siti criminali, da oscurare in toto sul territorio australiano.
Obama riprende il Governo australiano: basta ai tentativi di censura del web é stato pubblicato su downloadblog alle 11:07 di martedì 30 marzo 2010.
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Published on: martedì, 30 marzo 2010Author: update
GTalk (l’instant messaging di Google) è notoriamente basato sul protocollo Jabber – scelta che di recente è stata effettuata pure da Facebook per la sua chat – e di conseguenza molte delle sue funzionalità dipendono soprattutto dal sistema operativo e dal client sul quale viene fatto “girare”. Alcune di esse però sono raggiungibili anche dalle versioni embedded sfruttabili dal browser.
Una feature che ancora mancava a GTalk era appunto quella di DCC, ovvero il protocollo Direct Client-2-Client sfruttato per l’invio e la ricezione di file tra contatti: da oggi è possibile il file transfer su iGoogle e Orkut (quest’ultimo è un social network alla Facebook piuttosto popolare in Sud America). La chat di GMail invece non ha ancora ottenuto l’aggiornamento — previsto per il futuro.
Il trasferimento dei file è già presente nel client ufficiale di GTalk – sulle piattaforme per le quali è installabile, anzitutto Windows – ma non aveva ancora raggiunto le versioni integrate nelle pagine web: con l’aggiornamento della chat di iGoogle e Orkut (che prevede inoltre il supporto a video e voce sui sistemi abilitati) è arrivato anche DCC. Decisamente un bel passo avanti per l’IM di Google.
GTalk aggiunge il trasferimento file alla chat su iGoogle e Orkut é stato pubblicato su downloadblog alle 10:00 di martedì 30 marzo 2010.
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Published on: martedì, 30 marzo 2010Author: update
Almeno stando alle statistiche di Echo (un sistema di commento simile a DISQUS e IntenseDebate) è Yahoo! il leader dei login universali: Khris Loux – co-fondatore e CEO di Echo – ha pubblicato le statistiche relative ai siti tracciati dalla piattaforma, coi seguenti risultati. E a uscirne con le ossa rotte è OpenID, fermo al 7% degli accessi, che invece sarebbe stato concepito per questo.
Facciamo un po’ di chiarezza: la “torta” pubblicata da Echo si riferisce alla frequenza con la quale vengono usati vari tipi di profili per firmare i commenti su blog e siti web che ne utilizzano i servizi. Secondo le statistiche, Yahoo! si attesta al 34% degli accessi totali — superando Facebook Connect al 25% e Google Friend Connect al 23%. Una vittoria schiacciante e certamente molto “curiosa”. Twitter con OAuth si posiziona al quarto posto con il 10%.
Sì, perché Yahoo! – a differenza delle altre piattaforme incluse nella ricerca – utilizza un’autenticazione SSL tramite password, molto più lenta del single-click necessario per Facebook e Google Friend Connect (anche in presenza di cookie). In ogni caso occorre sottolineare come le statistiche siano limitate all’uso tramite Echo, che in Italia è un sistema di commento pressoché sconosciuto.
Fonte | downloadblog
Pubblicato in: - INFORMATICA -, Web 2.0
Published on: martedì, 30 marzo 2010Author: update

Da nemmeno un milione di visitatori nel mese di gennaio a ben 4 milioni a febbraio: è questa la spaventosa crescita di Chatroulette, favorita probabilmente anche dall’attenzione dei media online e offline di tutto il mondo che hanno contribuito al successo della creatura del 17enne russo Andrey Ternovskiy.
Nonostante i molti “pericoli” che ancora Chatroulette mette davanti a chi lo utilizza senza nemmeno troppa difficoltà, la possibilità di utilizzi particolarmente interessanti lo rende senz’altro uno strumento di cui continueremo sentire parlare anche in futuro.
Via | TechCrunch.com
Fonte | downloadblog
Pubblicato in: - INFORMATICA -, Web 2.0
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