Published on: martedì, 9 marzo 2010Author: update
Potete stare tranquilli: non siamo nell’imminenza di un entropico conflitto nucleare, ma a qualcosa di più simile a Il Dottor Stranamore — un film che vi consiglio, qualora non aveste ancora avuto l’occasione di guardarlo. Sembra infatti che Chatroulette – il “gioco” di cui abbiamo già parlato esattamente una settimana fa – abbia dato luogo a una nuova sfida tra Stati Uniti e Russia.
Andrey Ternovskiy non è ancora maggiorenne e ha già conquistato il web con 1,5 milioni di visite giornaliere su Chatroulette: le stime sul valore del servizio sono variabili, ma ha già ricevuto diverse offerte milionarie. Ed è proprio su queste che si è aperto lo scontro tra l’ex-URSS (la patria di Andrey, che è ovviamente russo) e gli USA: cerchiamo di capire perché.
Tra i soggetti interessati a Chatroulette c’è Yuri Milner, nominato in una commissione governativa dal Presidente russo Dmitry Medvedev, che ha già proposto a Ternovskiy d’acquistare il 10% di Chatroulette a una cifra variabile tra 1 e 3 milioni di dollari: dalla parte statunitense si è fatto il nome di Google. Ternovskiy dal canto suo sogna di creare un’azienda nella Silicon Valley.
Foto | Spiegel International
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Published on: lunedì, 8 marzo 2010Author: update

La BBC ha svolto un sondaggio su 27.000 individui, sparsi su 26 differenti nazioni. La domanda alla quale il campione avrebbe dovuto rispondere è la seguente: “Internet dovrebbe essere un diritto fondamentale?”.
Non dovrebbe meravigliare nessuno, tranne i politici italiani e qualche altro loro collega particolarmente retrò, il fatto che la risposta sia stata pressoché unanime: l’80% degli intervistati ha dichiarato che sì, Internet va considerato ormai alla stregua di un diritto inalienabile, da sancire costituzionalmente.
Non è una dichiarazione esagerata, questa, se si considera che già due paesi come l’Estonia e la Finlandia hanno stabilito per legge che l’accesso a Internet debba essere garantito a tutti i loro cittadini.
A questo punto, la prima domanda che viene in mente, riguarda i paesi che censurano Internet, come la Cina: stanno facendo ancora peggio di quello che sembra, quando bloccano interi domini per i loro cittadini? La seconda, riguarda la pirateria informatica: fin dove si può spingere il diritto di abusare, al limite di commettere reati, esercitando un diritto della persona, come Internet è considerato, senza che azioni dei governi cerchino di “prevenire” quei reati?
Fonte | downloadblog
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Published on: lunedì, 8 marzo 2010Author: update
All’indomani dell’annuncio di Yammer – che aveva invitato stampa e sviluppatori a un evento di presentazione delle novità – avevo anticipato le modifiche al social network, che forse ha cominciato ad avvertire il fiato sul collo da parte di StatusNet (alternativa open source che negli ultimi giorni ha conquistato un credito eccezionale).
Finalmente l’azienda ha ufficializzato la creazione di Yammer Communities, il nome che è stato scelto per la creazione di network più flessibili e aperti alla partecipazione dei clienti per il microblogging di tipo enterprise che propone: in linea coi trend attuali, Yammer ha invertito la prospettiva della comunicazione d’impresa — costruendola attorno ai prodotti, anziché viceversa.
In sostanza produttori, partner, consulenti e clienti “ruotano” attorno al business aziendale costruendo rapporti di comunicazione per raggiungere la customer satisfaction attraverso canali gestibili a seconda del ruolo assunto nei confronti dell’impresa che ha generato la comunità. Una sorta di cloud computing applicato all’e-commerce, che sfrutta la consolidata formula di Twitter.
Fonte | downloadblog
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Published on: lunedì, 1 marzo 2010Author: update

Uno dei motivi del successo di Twitter è l’apertura della sua piattaforma. Sono migliaia le applicazioni che fanno uso sapiente delle API rilasciate da Twitter. Molte sono in grado di sostituire del tutto l’esperienza di Twitter che si può avere navigando sul sito ufficiale del social network. Alcune di queste, inoltre, sono da tempo in grado di darvi un’esperienza migliore rispetto a quella del sito.
Nella prospettiva di monetizzare il traffico generato da Twitter.com tramite inserzioni pubblicitarie, i manager di Twitter potrebbero incontrare questo ostacolo: troppa gente usa Twitter senza passare praticamente mai dalla sua home page ufficiale. Per correre ai ripari è necessario rendere più appetibile l’esperienza d’uso della stessa. E ci vuole qualche trovata che superi in fascinazione il semplice “retweet” ufficiale (peraltro ormai implementato da diversi client esterni).
Secondo Silicon Alley Insider, al quartier generale di Twitter sono già al lavoro in questa direzione. Un tweet di uno sviluppatore chiave del team Twitter, Alex Payne, annuncia grandi novità, pur senza specificare quali:
“Se poteste usare qualcuna delle funzioni che noi impiegati di Twitter già abbiamo disponibili, potreste fare a meno dei client desktop che usate”.
Fonte | downloadblog
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Published on: venerdì, 26 febbraio 2010Author: update
Forse il termine extranet non è propriamente ortodosso, perché Yammer funziona esclusivamente sul web – e non ha quindi la necessità di una intranet aziendale cui appoggiarsi – ma rende esattamente l’idea di cosa sia. Azzardando un paragone possiamo dire che sia una versione “chiusa” e commerciale di StatusNet (di cui pure si è parlato ampiamente su Ossblog.it).
Yammer è un servizio di comunicazione intra/extra-aziendale – consente infatti la creazione di corporate network alla Facebook, che fino a ieri necessitavano di un indirizzo e-mail su dominio di riferimento e di dialogare con fornitori, clienti e partner – che vanta collaborazioni di tutto rispetto e nelle ultime ore si è aggiornato per integrare vere e proprie funzionalità da microblogging, pure integrabili con Twitter.
Disponibile in tre soluzioni (di cui una gratuita, ma più limitata) Yammer dispone già di applicazioni ufficiali per desktop e smartphone – usufruibili anche per la versione free – e incarna ciò che Google intende descrivendo le prospettive della comunicazione d’impresa: costituisce una scelta molto valida per network di grosse dimensioni, ma non disdegna lo small business.
Via | ReadWriteWeb
Fonte | downloadblog
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Published on: venerdì, 26 febbraio 2010Author: update
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Published on: lunedì, 22 febbraio 2010Author: update

Il sito cnBeta.com ha pubblicato alcune nuove immagini di quello che dovrebbe essere Windows Live Messenger 2010, anche individuato come versione 15 del popolare software di comunicazione istantanea di Microsoft facente parte del gruppo di applicazioni Windows Live.
Dagli screenshot si evince quella che sembra essere una componente ancora più “social” e al passo coi tempi della nuova versione di Messenger, con anche la possibilità di cercare persone su Bing, cosa che secondo Neowin potrebbe significare una maggior integrazione del motore di ricerca coi principali social network, cosa tra l’altro presente anche in WLM 2010.
Sempre secondo cnBeta invece, la prossima versione di Messenger dovrebbe essere disponibile solo per Windows 7 e Vista, rimuovendo quindi il supporto al vecchio XP.
Screenshot di Windows Live Messenger 2010




Fonte | downloadblog
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Published on: venerdì, 19 febbraio 2010Author: update
Avevo già introdotto IMO – una piattaforma per chattare da web coi propri contatti – qualche mese fa: nel frattempo il servizio si è arricchito di nuove feature e l’ultima è particolarmente interessante. È infatti disponibile la cronologia delle conversazioni per tutti i protocolli supportati.
Il team di IMO ha voluto fare le cose per bene: introdurre la chat history significa inevitabilmente poter incorrere anche in problemi legati alla privacy degli utenti, perciò la nuova funzionalità può essere facilmente disabilitata in modo selettivo per ogni profilo associato al proprio account.
Chi al contrario intendesse avvalersene può usufruire della crittografia dei dati (che invece non è disattivabile) e di una funzione di ricerca per rintracciare in modo rapido le conversazioni archiviate: allo stesso modo è possibile rimuovere dalla cronologia le conversazioni che si ritengono inutili.
Fonte | downloadblog
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Published on: venerdì, 12 febbraio 2010Author: update
Com’era prevedibile, Google Buzz ha monopolizzato l’interesse della blogosfera – non soltanto italiana – “oscurando” momentaneamente altre notizie pur rilevanti: è il caso del passaggio di Google Wave a Google Apps, previsto entro il 2010. Wave non ha avuto lo stesso successo di Buzz, ma l’approdo al settore business dei servizi di Google apre interessanti prospettive per un’applicazione sottovalutata.
Google Apps è la sede più appropriata per Wave, tanto che personalmente avrei capito di più una scelta opposta da parte di Mountain View: specie i clienti premium (Apps è disponibile in forma gratuita per small business fino a 100 account e-mail) potrebbero usufruirne per l’intranet aziendale — mentre Buzz è concettualmente più orientato agli individui.
Non è tutto, perché oltre all’imminente lancio della connettività in fibra Google si appresta a portare anche il VoIP di Google Voice su Apps: sono solo due dei 200 miglioramenti previsti dal colosso informatico per il 2010. Infatti Google sta già effettuando in sordina la transizione di tutti i suoi servizi ad HTML5: Google Code e YouTube sono già pronti.
Via | ReadWriteWeb
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Published on: giovedì, 11 febbraio 2010Author: update

La novità era nell’aria da qualche giorno: sui principali blog statunitensi si vociferava della prossima disponibilità della chat di Facebook per il desktop attraverso una partnership con AIM. I rumor sono stati confermati nella serata di ieri con l’annuncio ufficiale che ha aggiunto dettagli ancora più intriganti.
Gli utenti di Linux sono stati i primi attraverso Pidgin e l’autenticazione esterna tramite le API ad avere accesso alla famigerata chat di Facebook – che dall’interfaccia web ha sempre diversi problemi – direttamente dal desktop: grazie all’integrazione con Jabber questa possibilità è stata estesa a tutti.
Se Pidgin è disponibile per tutte le piattaforme, l’utilizzo del protocollo XMPP consente d’interfacciarsi con la chat da qualsiasi programma che lo supporti: per intenderci, è lo stesso metodo già sfruttato con successo da GTalk. I dettagli sul funzionamento sono disponibili anche in lingua italiana tra le FAQ del nuovo centro d’assistenza.
Fonte | downloadblog
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