ChatRoulette Map mostra le posizioni geografiche degli utenti di ChatRoulette



Gli utenti più preoccupati (o incuriositi) dall’esperienza d’uso di una web application apparentemente anonimizzante e incontrollabile come ChatRoulette, possono approfittare da oggi anche del servizio offerto da ChatRoulette Map.

In sostanza, si tratta di una sorta di TwitterVision applicato a ChatRoulette. Le immagini dell’ultima connessione dei vari utenti vengono localizzate su Google Maps, rendendo l’esplorazione del globo attraverso i volti e le espressioni dei suoi abitanti, un gioco da ragazzi.

Anche se la cosa non avviene esattamente in tempo reale, ce n’è comunque abbastanza per far divertire i più smaliziati nei confronti delle nudità maschili o degli imitatori di Justin Timberlake di scarsa qualità. In più, magari proprio per il fatto che la loro posizione geografica sarà svelata al mondo, molti malintenzionati utenti di ChatRoulette si limiteranno nelle loro scorribande sediziose. Quanti italiani!

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Google Reader Play seleziona per voi il meglio del web, in uno slideshow personalizzato


Google ha lanciato un nuovo modo di interfacciarsi ai feed più interessanti del web. Si badi bene, non a quelli salvati in Google Reader. Si chiama Google Reader Play e ripropone, in una nuova salsa più dark e accattivante, l’idea già proposta per Google News da Fast Flip.

Play propone i flussi dei siti più gettonati un elemento alla volta, ingrandito fino ad occupare la maggior parte dello schermo. Testo e immagini scorrono su un elegante sfondo nero, mentre le diapositive dei post precedenti e successivi fanno bella mostra di sé in un’area sottostante. L’idea è quella, effettivamente, di un flusso continuo, piuttosto che il freddo elenco di titoli cui siamo abituati, nella versione classica di Reader. Play apprenderà dal nostro comportamento (stelle, condivisioni, letture) quali sono i nostri gusti in fatto di notizie, e ce ne proporrà sempre di nuove. Per fare in modo da visualizzare i nostri feed salvati in Google Reader, c’è un “trucchetto” proposto da “Google Operating System”: visitare questo link.

Bisogna dire che, rispetto al suo progenitore Fast Flip, che era applicato alle home page dei quotidiani online, e dunque prevedeva solo un’anteprima limitata della pagina presentata ingradita o in in full screen, in Play le cose vanno diversamente: spesso, per fortuna, il feed di un blog presenta l’intero post, con tanto di immagini, link, pubblicità. Dunque l’esperienza di Google Reader Play promette di essere migliore rispetto a quella del servizio di cui è una costola.

Chissà che Reader Play sia destinato a cambiare il modo in cui guardiamo ai feed RSS, oppure se resterà col tempo una di quelle “servizi Google che forse non conoscevate” (come lo stesso Fast Flip ha ampiamente dimostrato di essere). Certamente un grosso difetto del servizio, così com’è adesso, è che non prevede la condivisione degli elementi di maggior interesse se non attraverso Buzz. Twitter e Facebook sono momentaneamente banditi da Play. Cosa alquanto bizzarra, visto che sono supportati molto efficacemente da Reader.

Google Reader PlayGoogle Reader PlayGoogle Reader Play

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L’MBL ha stretto una partnership con Yahoo! per il fantabaseball

Yahoo! Fantasy Sports

Oggettivamente il baseball non è uno degli sport più diffusi in Italia, sebbene esista una federazione nazionale piuttosto attiva: è invece – almeno al pari del SuperBowl – uno dei più seguiti negli USA e come per noi esiste il fantacalcio (che impegna decine di migliaia di connazionali) gli Stati Uniti hanno il fantabaseball.

Mi rendo conto che fino a qui ci sia poco d’interessante, ma Yahoo! Fantasy Sports – una piattaforma di casual gaming sportivo, oggettivamente poco conosciuta – ha ricevuto recentemente l’ufficialità della Major League per ciò che concerne il gioco del baseball per la stagione 2010: non occorre certo la cittadinanza statunitense per giocarci.

Il casual gaming è un settore in espansione (basti pensare a Zynga e Playfish, per intenderci) e Yahoo!, nel quindicesimo anno dalla sua fondazione, entra da protagonista dei videogiochi sportivi in una fetta di mercato sempre più ampia: chissà che ciò non possa risollevarne in parte le sorti finanziarie tuttora in crisi.

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VideoInspector 2.2.4.123 – per analizzare i video e trovare i codec mancanti

Oggi vi segnaliamo VideoInspector, un software che oltre ad analizzare i filmati e rilevarne tutte le informazioni tecniche è capace di individuare il codec più adatto per la visualizzazione e, in caso non fosse già presente nel sistema, scaricarlo e installarlo.

Il software è compatibile con un vastissimo numero di formati tra cui i “container” come Matroska (.mkv), molto diffusi negli ultimi anni soprattutto nel caso dei filmati in alta definizione. Presenti anche uno strumento di analisi per determinare la qualità dei filmati e una funzione che analizza un determinato numero di file e restituisce un resoconto in formato CSV o HTML.

VideoInspector è completamente gratuito e compatibile con tutti i Windows a partire dal vecchio 2000.

Visita il sito ufficiale di VideoInspector
Scarica VideInspector 2.2.4.123

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FAQPal, un repository di tutorial gratuiti creati dagli utenti


FAQPal - che, pronunciato, è molto più “spinto” che in forma scritta - è un repository online di tutorial gratuiti, che spaziano dal blogging al fotoritocco, dal web design alla fotografia.

Non aspettatevi niente di ultra-professionale, a questo prezzo: gratis. Ma se il vostro obiettivo è entrare in punta di piedi in uno degli ambiti rappresentati nell’ampio catalogo di tutorial di FAQPal, fatevi sotto e, magari, approfondirete più in là con altre risorse a pagamento.

Del resto, il vantaggio di FAQPal è che i testi e le immagini contenuti nei tutorial sono estremamente facili da comprendere e da mettere subito in atto. La maggior parte di essi, poi, sono stati elaborati da utenti del sito, che sono piuttosto prolifici, a quanto pare: in 9239 hanno scritto 5405 tutorial. Da provare.

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Rapportive trasforma Gmail in un CRM, dandovi più informazioni sui vostri contatti


Rapportive è un plug-in per Gmail che sembra molto interessante, almeno per gli utenti della webmail di Google che si trovano a gestire molti contatti di lavoro attraverso di essa. Naturalmente, vale anche per quelli che leggano la mail aziendale attraverso l’interfaccia offerta da Gmail.

Rapportive in pratica agisce come un software di CRM (Customer Relationship management) applicato a Gmail, una volta che viene installato (gratuitamente). Funziona, per ora, solo su Firefox e su Chrome. La sua interfaccia è una sidebar che compare sulla destra delle finestre, divisa in 3 parti.

Una conterrà tutte le informazioni sul contatto (titoli, qualifiche, aziende); un’altra link alle sue pagine sui vari social network (con un occhio di riguardo all’integrazione con Linkedin, naturalmente); infine un’ultima è uno spazio per le vostre note personali. Rapportive è in fase di sviluppo sia dal punto di vista del supporto per nuovi browser (il prossimo, avvertono sulla home page, è Internet Explorer); sia dell’integrazione con nuovi servizi per il business. Tenetelo d’occhio, se Gmail è al centro della vostra comunicazione lavorativa.

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Il Parlamento Europeo unito per una maggiore trasparenza sul trattato ACTA


Buona parte del Parlamento Europeo si sta dimostrando - coraggiosamente - insofferente rispetto all’atmosfera di segretezza e di mancanza di trasparenza intorno a tutto quello che riguarda il cosiddetto Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA: “Accordo Anti-Contraffazione”), da parte della Commissione Europea.

L’ACTA è un accordo plurilaterale su cui la Commissione è al lavoro per stabilire degli standard riguardo i diritti sulla proprietà intellettuale. Oltre all’Unione Europea, vi sono al lavoro anche i governi di paesi come l’Australia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti. Tutti i maggiori partiti rappresentati al Parlamento Europeo hanno fatto quadrato intorno a questa sensazione di disagio, facendo approvare nella seduta di ieri una risoluzione che renda obbligatorio per la Commissione pubblicare tutti i documenti fin’ora prodotti dalle contrattazioni con gli altri paesi.

Il Parlamento deve essere informato sui processi di negoziazione: è questa la parola d’ordine. Anche l’unico membro del Parlamento aderente al Partito “dei Pirati” Christian Engström ha firmato la risoluzione.

L’altro elemento su cui sembrano essere tutti d’accordo è l’assoluta contrarietà alla cosiddetta legge dei “Three strikes” (“le tre disconnessioni“): una normativa paventata o già applicata in alcuni paesi dell’Unione Europea, che infliggere la riduzione della banda dedicata a Internet o l’interruzione totale di essa per chi si fosse macchiato di crimini contro il diritto d’autore (dopo tre avvertimenti). Il Parlamento ha sempre fermamente condannato l’ipotesi che si possano diffondere ulteriormente leggi come questa.

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Google vuole tutto (in un video)

The beast file: Google è un interessante video creato da Hungry Beast, un programma di ABC1 Australia. Numeri e dati impressionanti per un mostro (Google) che vuol prendere tutto.

Cosa ne pensate?

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Vodafone e la botnet Mariposa distribuita tramite telefonino

Vodafone e la botnet Mariposa distribuita tramite telefonino

Curiosa e allo stesso tempo abbastanza inquietante la notizia che emerge da un post sul blog dello staff di Panda Security, che ci porta a sconfinare un po’ dai soliti limiti del nostro blog rubando il lavoro a Mobileblog. Ma dato che ultimamente le botnet sembrano avere intenzione sempre più di conquistare e distruggere il mondo, eccoci qui.

Il tutto parte dal momento in cui un membro dello staff riceve da Vodafone un HTC Magic, ottenuto grazie a una delle offerte speciali a cui gli operatori anche in Italia ci hanno abituato. La ragazza scarta il pacco, prende il cellulare (con Android installato) e lo attacca al PC via USB: il Cloud Antivirus si attiva e segnala i file autorun.inf e autorun.exe come malevoli.

Una rapida analisi del contenuto della memoria del telefono, più una piccola ricerca sulla segnalazione dell’antivirus permette alla donna e al suo collega autore del post di scovare la botnet Mariposa, infilata direttamente nel cellulare inviato da Vodafone e pronta a fare danni sul PC al quale questo è connesso.

Davvero inquietante lo scenario che emerge da quanto raccontato dai due, soprattutto considerando la chiusura del post nel quale Pedro Bustamante afferma di aver trovato in altri modelli di HTC Magic inviati da Vodafone altro codice malevolo come Confiker e Lineage. La morale della favola è che ormai bisogna stare attenti a tutto, anche quando si torna a casa ansiosi di provare il proprio nuovo telefono collegandolo al PC.

Via | Techmeme

Fonte | downloadblog

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Hadopi non fa paura: in Francia diminuisce il P2P ma aumenta la pirateria

Hadopi non fa paura: pirateria in aumento in FranciaNonostante la legge delle tre disconnessioni, anche conosciuta come Hadopi, sia diventata realtà in Francia lo scorso settembre, i nostri cugini oltre le Alpi non sembrano avere paura dei provvedimenti previsti dalle nuove regole, visto e considerato che la pirateria è in aumento.

La paura di essere disconnessi dopo i famosi tre avvertimenti non ha impedito ai Francesi di far aumentare il livello di download illegali del 3%, come riportato da uno studio dell’Università di Rennes che a quanto pare dunque conferma le critiche dei detrattori della nuova legge, da sempre sostenitori del fatto che non sarebbe servita praticamente a nulla, se non a fare tanto rumore sui media.

L’unica abitudine cambiata in Francia sembra essere quella del “mezzo” utilizzato per accedere al materiale protetto: streaming diretto invece che siti di file hosting come Rapidshare e Megaupload, cambiamento causato probabilmente anche dal diffondersi sempre più di connessioni in grado di supportare la trasmissione in tempo reale dei dati via Internet, ma probabilmente soprattutto dal fatto che questo tipo di servizio non è coperto da Hadopi, concentrato sul P2P come BitTorrent, che ha effettivamente avuto un decremento d’uso dal 17,1% al 14,6% nelle preferenze dei bucanieri francesi.

Sempre dallo studio dell’Università è emerso che metà degli utenti P2P compra regolarmente contenuti online in modo legale: cosa che dovrebbe dare da pensare a qualcuno nelle alte sfere, visto che la loro disconnessione permanente da Internet potrebbe seriamente intaccare anche i bilanci di chi vende film e musica tramite il web.

Via | Torrentfreak.com

Fonte | downloadblog

Pubblicato in: - INFORMATICA -, P2P

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