Studiamo in scuole dove chi ci dovrebbe insegnare ha perso ogni amore per il suo lavoro, ed ogni giorno non fa altro che portare in classe la sua disillusione, sottoforma di strafottenza, mala-istruzione, sfottò, maltrattamenti, indifferenza.
Marciamo in università un tempo grandiose ed oggi ferme agli anni 80. A Genova se vuoi andare in macchina a ingegneria hai un quartiere tutto a strisce blu da 1,5€ l’ora. Devi ingegnarti e trovarti parcheggi d’occasione e sfuggire al vigile. Andiamo a lezione ed incontriamo professori da troppo tempo adagiati per ritenere ancora intessante aiutare le 50 facce che hanno difronte a costruire il loro Futuro. Oppure troviamo alla cattedra un ricercatore troppo insicuro, sottomesso ed assuefatto per ribellarsi. Andiamo agli esami e non sappiamo se ci sarà il professore. Lavoriamo per mesi alla tesi e quando la discutiamo ci accorgiamo che le 5 persone che stanno di fronte a noi per giudicarci non hanno mai visto prima il progetto ne hanno idea di cosa tu stia parlando.
Usciamo di casa per farci una vita e ci imbattiamo il contratti che spacciati da “stage” ci danno un compenso di 450€. Ingoiamo il rospo. Al 6° stage che ci fanno fare, capiamo che si tratta di un gioco, e noi siamo le pedine.
Proviamo a mettere su un’attività tutta nostra, ed al primo anno arriva l’INPS a portarci via il 25% di una pensione che sappiamo benissimo mai riavremo indietro. Poi arrivano le tasse.
Nonostante tutto siamo bravi e concludiamo un bell’affare. Ma ci pagano a 120 giorni.
Abbiamo meraviglie che il Mondo ci invidia. Ma qualcuno ci scarichiamo i rifiuti tossici e gli scarichi degli hotel.
Sarà per tutto questo (e altro ancora) che quando andiamo all’estero spacchiamo i culi.
Ti auguro di pensare internazionale, in questo 2012
© Guido Arata for DelfinsBlog (Guido Arata), 2011. |
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