No, è tarda nottata, ma non stò scrivendo a vanvera….stando ad un articolo del New York Post riportato su Narquernet sembra che le major, dal 2000 impegnate in una dura lotta contro i servizi promotori della violazione dei copyright, prima fra tutti la tecnologia Peer-to-Peer, abbiano deciso di creare esse stesse un loro client P2P, naturalmente a norma di legge. Dettagli maggiori a riguardo non son stati rilasciati, ma comunque voci di corridoio parlano di risarcire dei danni gli artisti con il denaro ricavato dalle pubblicità. Insomma, una sorta di: “Il danno c’è, ve lo causiamo, ma ve lo ripaghiamo anche“.
Dopo anni ed anni di, possiamo dirlo? vana, lotta legale contro i software P2P, RIAA & Co potrebbero aver deciso di cambiare strategia: stroncare i P2P illegali creandone a loro volta uno legale. Ma pare che agli utenti la sola legalità non basti, ad essa dovrà seguire la qualità e l’efficenza.






